Pubblicato il 17 settembre 2009
Il 16 settmebre 2009, alle ore 17.00 è stata presentata nella Sala Convegni di Palazzo Coelli, la decima Ca,pagna di scavo condotta in località Campo della Fiera di Orvieto, su concessione ministeriale dall'Università di Perugia, in collaborazione con l'Università di Macerata, grazie al sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e con la collaborazione del Comune di Orvieto.Le indagini, iniziate nel 2000, confermano la loro rilevanza scientifica e consolidano l'importanza del santuario etrusco frequentato ininterrottamente per 1900 anni.
Sono stati presentati a Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, i risultati della 10^ Campagna di scavo condotta in località Campo della Fiera, che sembrano sempre più confermare, come è stato ancora una volta sottolineato dalla Professoressa Stopponi, che conduce fin dall'inizio lo scavo, che il sito si configuri come il Fanum Voltumnae della Dodecapoli Etrusca. Alla presentazione sono intervenuti, oltre alla Prof.ssa Simonetta Stopponi, ordinario di Etruscologia e antichità italiche all'Università di Perugia, Gabriele Baldelli, Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Umbria, Paolo Bruschetti, Direttore del Museo Nazionale di Orvieto, Antonio Concina, Sindaco del Comune di Orvieto, e Vincenzo Fumi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, che ha finanziato la campagna di scavo 2009.
La Prof.ssa Stopponi ha fatto il punto su questi dieci anni di ricerche parlando anche delle precedenti, importanti scoperte e dei rinvenimenti finora effettuati che coprono, con pregevoli evidenze, le età etrusca, romana e medievale, indicando la continuità d'uso del sito e la sua funzione prettamente sacra. Dopo gli importanti ritrovamenti dello scorso anno - tra cui il magnifico busto marmoreo dell'imperatore romano Geta, oggi restaurato ed esposto al Museo Archeologico Nazionale di Perugia - le emergenze meno plateali ma altrettanto importanti del 2009 confermano l'importanza e la suggestione del sito, che sarebbe più che pronto per essere trasformato in un'area archeologica fruibile in modo permanente da studiosi e visitatori.
Anche quest'anno invece, per salvaguardare le emergenze dal degrado, gli archeologi hanno dovuto prendere la dolorosa decisione di ricoprire di terra, e in alcune zone con una malta speciale, quanto finora scavato. Accorato l'appello lanciato a tutte le Istituzioni, governo centrale compreso, affinché si lavori congiuntamente per la protezione e il restauro del sito, così da renderlo accessibile al pubblico.
"La supplica che rivolgiamo allo Stato, al Comune, alla Regione, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria - ha detto a questo proposito la Prof.ssa Stopponi - è di rendersi promotori di un'iniziativa che dia continuità a questa ricerca e alla salvaguardia del sito, anche ricorrendo a fondi europei". Il Sindaco Concina, nel raccogliere l'appello, si è impegnato perché l'area archeologica di Campo della Fiera - una meraviglia di valenza internazionale, entri nel programma di lavoro che la nuova amministrazione pianificherà, in base alle risorse disponibili, dal prossimo mese di ottobre".
Il neo Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Umbria, Gabriele Baldelli,
nel confermare l'importanza dello scavo di Campo della Fiera, ha messo
in evidenza come le campagne di scavo non possano più sostenersi con le
scarse risorse della Soprintendenza e si è a sua volta impegnato nella
direzione di un progetto condiviso che permetta la continuazione dello
scavo, i necessari restauri e la visibilità dell'area. Paolo Bruschetti,
Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, ha da parte sua
anticipato che il 27 settembre, in occasione delle Giornate Europee del
Patrimonio, dedicherà alcune vetrine alla presentazione di una scelta
dei materiali rinvenuti a Campo della Fiera. Ha inoltre annunciato che,
a fine anno, il busto di Geta sarà esposto a Orvieto. "Il reinterro di
aree scavate - ha concluso - è di per sé normale, ma deve essere solo
una pratica provvisoria. I mezzi per aprire il sito potrebbero non
mancare se l'obiettivo sarà comune a tutte le Istituzioni e alla città".
Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, Vincenzo Fumi,
nel ricordare come la Fondazione sia da sempre presente nel
finanziamento delle attività di scavo archeologico in un territorio
così ricco di testimonianze del passato (i finanziamenti per gli scavi
di Scoppieto, per la Necropoli del Vallone di San Lorenzo, per alcuni
allestimenti museali e restauri dell'Antiquarium di Baschi e del Museo
Faina) ha sottolineato che l'Ente non poteva certo far mancare il suo
contributo agli scavi di Campo della Fiera che hanno una particolare
rilevanza per Orvieto. "Si tratta di una campagna di scavi importante e
condotta con estrema competenza e dedizione - ha affermato - che
richiede notevoli risorse da destinare, oltre che alla prosecuzione
delle attività di scavo, alla messa in sicurezza dei risultati e alla
progettazione di adeguate modalità di fruizione. La nostra Fondazione
non potrà, da sola, far fronte a tutte le esigenze economiche, è dunque
auspicabile che con il contributo fattivo di vari enti si possa
predisporre un progetto valido e si possano reperire fonti ulteriori di
finanziamento. Il problema è certamente complesso, ma la condivisione
degli obiettivi e l'unione delle forze possono risultare vincenti. La
volontà di fare squadra che abbiamo sentito emergere nei vari
interventi è molto incoraggiante".
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