Pubblicato il 11 aprile 2010
Con una brillante conferenza a Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, la professoressa Simonetta Stopponi, Ordinario di Etruscologia e antichità italiche presso l'Università di Perugia e dal 2000 direttore delle ricerche archeologiche in località Campo della Fiera, ha inteso ribadire l'estrema importanza del luogo oggetto d'indagine. Nessun dubbio, per lei che ne segue i segni ormai da dieci anni, che si tratti dell'antico sito del Fanum Voltumnae, il mitico santuario nel quale, una volta l'anno, si riunivano i notabili della dodecapoli etrusca.
Lo testimoniano, a suo avviso, i ritrovamenti sempre più importanti che di anno in anno gli scavi, condotti da studenti di archeologia di università italiane e straniere, hanno messo alla luce. Una serie di evidenze altamente significative che dimostrano la frequentazione del luogo di culto dall'VIII secolo a.C fino all'epoca medievale, e che la professoressa Stopponi ha oggi enumerato e illustrato fino ad arrivare all'ultima, sensazionale scoperta: dalla stupefacente Via Sacra del Santuario, larga 7 metri, a un magnifico tempio, ancora da mettere alla luce nella sua interezza, realizzato con la stessa tecnica del tempio di Giove Capitolino a Roma; dal grande altare davanti al tempio, con strati di bruciato, evidente traccia di sacrifici, alla fontana e ai pozzi per le purificazioni; dai basamenti di statue e colonne, ai numerosi frammenti di statue marmoree e di vasi di fattura greca, al meraviglioso busto dell'imperatore Geta che, ha informato l'archeologa, sta per tornare a Orvieto.
L'ultimo importante ritrovamento, annunciato oggi per la prima volta, è una base in pietra lavorata, supporto per una statua donata da una donna, incisa con una lunga e importante iscrizione. L'iscrizione concerne la dedica della statua, donata da tale Cànuta - serva o liberta di una famiglia il cui nome si ritrova in una tomba del Crocifisso del Tufo, e moglie di un notabile il cui patronimico si ritrova posteriormente in una delle tombe dipinte di Tarquinia - a un luogo (l'attuale Campo della Fiera) il cui nome compare tre volte sul famoso fegato di Piacenza, in punti che gli Etruschi consideravano non propizi. La parola finale del'iscrizione - il luogo della dedica - ci informa del nome etrusco di Campo della Fiera, che suonava come "luogo celeste": luogo di culto per antonomasia, dunque, celeste santuario, toponimo che sembra ancor più avvalorare l'identificazione con il Fanum.
Tra le importanti scoperte degli scavi di Campo della Fiera, non mancano anche sorprese minori ma altrettanto significative per la storia dell'Archeologia. Una coppa etrusca che inizia una serie di produzione ha permesso, ad esempio, di spostare a Orvieto l'origine della stessa, che fino a questo ritrovamento si pensava a Chiusi; e una foglia e un ramoscello di vite conservate con alcune monete potrebbero permettere, tramite l'analisi del dna, di portare dalla Francia a Orvieto, che lo coltiverebbe fin dal terzo secolo avanti Cristo, l'origine di quel vitigno Grechetto che Francia e Italia, a suon di ritrovamenti archeologici, si contendono da tempo.
Nel riepilogare le numerose e importanti scoperte dello scavo di Campo della Fiera, Simonetta Stopponi non ha mancato di sensibilizzare la Fondazione CRO perché, dopo aver finanziato la campagna di scavo dello scorso anno, voglia continuare a sostenere l'impresa anche per questo 2010. Ha quindi fatto dolorosamente notare come la splendida Via Sacra e altri notevoli ritrovamenti siano stati ricoperti di malta a causa del rischio di deterioramento. Ma se per continuare a scavare può essere sufficiente un contributo della Fondazione o di altri eventuali sponsor, per la valorizzazione del sito e la sua eventuale futura apertura alle visite gli oneri sono così ingenti che occorrerebbe un intervento della Comunità Europea. Un'azione, questa - ha sottolineato il Presidente della Fondazione CRO Vincenzo Fumi - che non sono enti privati come le Fondazioni a poter intraprendere, ma che dovrebbe essere portata avanti di concerto, nelle giuste sedi, dalle istituzioni tutte: Comune, Provincia e Regione.
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