Pubblicato il 29 marzo 2010
Lunedì 29 marzo 2010 la Città di Orvieto celebra il 66° anniversario dell'eccidio nazi-fascista di sette orvietani, avvenuto il 29 marzo del 1944 in località Camorena nei pressi di Orvieto. Un anniversario molto particolare quello di oggi, infatti per la prima volta dopo 60 anni è stato un sindaco espressione di una coalizione di centro destra a ricordare i martiri. Concina, ha usato parole durissime anche contro "quei poveri deficienti" che nella notte tra domenica e lunedì hanno danneggiato con atti vandalci l'area del cippo dei 7 Martiri, definendoli "selvaggi e imbecilli, che non hanno ruolo e non devono avere ruolo nella vita civile della nostra Città". Peccato che il Sindaco nel suo discorso istituzionale non pronunci mai le parole resistenza e fascismo, parole importanti per comprendere a pieno i valori democratici e antifascisti su cui si fonda l'Italia e la sua costituzione. Valori per cui sono morti molti italiani, tra cui i nostri sette martiri:
Alberto Poggiani
Amore Rufini
Ulderico Stornelli
Federico Cialfi
Raimondo Gugliotta
Raimondo Lanari
Dilio Rossi
"Alle 19 il triste convoglio si mosse , alle ore 19,30 dodici piccoli pezzenti del littorio freddavano il primo martire, Federico Cialfi, e dopo Federico rotolarono gli altri ai piedi della quercia, rotolando, morendo". Tratto da Tempo di guerra" di Cesare Corradino.
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