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Un progetto di valorizzazione per il “porto” romano di Pagliano

Pubblicato il 02 febbraio 2010

Giovedì 28 gennaio, di fronte a una platea attenta di circa cento persone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto in Piazza del Duomo che ha ospitato il seminario di studi organizzato dalla Scuola di Etruscologia e Archeologia dell'Italia Antica in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, a cui è seguita la tavola rotonda con i soggetti istituzionali e privati interessati alla prospettiva di valorizzazione dell'area che fa parte del Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano.

Guarda gli interventi di:

Dott. Paolo Bruschetti "Il porto romano di Pagliano tra presente e futuro"

Prof. Maurizio Gualtieri dell'Università degli Studi di Perugia - "Risultati preliminari delle indagini geo - archeologiche 2009"

Prof. Tommaso Mattioli dell'Università degli Studi di Perugia - "Risultati preliminari delle indagini geo - archeologiche 2009"

Archeologo Alessandro Trapassi della Scuola di Etruscologia e Archeologia dell'Italia Antica - "Risultati preliminari delle indagini geo - archeologiche 2009"

Ormai da un decennio, il sito di Pagliano è oggetto di campagne di scavo e di indagini archeologiche sistematiche. Ora, alla luce dei risultati finora conseguiti si sta profilando un vero e proprio disegno di valorizzazione dell'area che si sviluppa in sette punti qualificanti:
- portare a compimento le attività di studio sistematico dell'area di Pagliano e unire a questa l'attività di studio, incrementando anche le attività formative della Scuola di Etruscologia
- realizzare degli interventi che mirino alla conservazione di quanto viene riportato alla luce
- far sì che Pagliano e gli altri siti vicini (Scoppieto, San Lorenzo nel Comune di Montecchio e gli altri facenti parte del PAAO) siano messi in rete e collegati in un circuito di percorsi
- il primo strumento fondamentale per la valorizzazione dell'area di Pagliano è l'istituzione già avvenuta del PAAO in cui dovranno essere previsti percorsi, interventi per garantire l'effettiva fruibilità pubblica dei beni archeologici e ambientali e le informazioni al pubblico
- il PAAO fa parte integrante dell'area in cui ricade l'area di Pagliano, per cui non si può prescindere da tale strumento che dovrebbe operare sul modello del parco naturalistico-archeologico di Vulci
- la valorizzazione del sito di Pagliano passa unicamente dal completamento del piano di rilievo e del piano di gestione
- il coinvolgimento di soggetti privati è fondamentale (dalla proprietà che ha confermato il proprio interesse, alla società Acqua Tecno srl che ha già finanziato la campagna scavo 2009 e anche quella del 2010).

L'importanza della Scuola di Etruscologia e archeologia dell'Italia Antica che costituisce uno dei punti fondamentali dell'offerta formativa di "OrvietoStudi" in perfetta sintonia anche con le nuove linee strategiche d'indirizzo di cui il centro si è recentemente dotato è stata testimoniata invece da Roberto Pasca di Magliano che ha definito la Scuola di Etruscologia e archeologia l'esempio evidente di una attività di formazione in stretta connessione con il territorio e le sue vocazioni.

Dell'impegno della Regione al fianco della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria volto alla realizzare di interventi che mirino alla conservazione di quanto viene riportato alla luce dall'area archeologica di Pagliano, hanno parlato Soprintendente Gabriele Baldelli e Biagio Municchi. L'Assessore provinciale Stefano Mocio ha ricordato che la Provincia di Terni sta redigendo il nuovo PTCP al cui interno verrà fatta la mappatura di tutti i siti di interesse archeologico. Da parte di Maurizio Conticelli della Comunità Montana Orvietano-Narnese-Amerino-Tuderte è stato confermato l'interesse e il sostegno dell'Ente, che si concretizzerà con l'inserimento dell'area di Pagliano nel piano di valorizzazione degli itinerari e della sentieristica della Comunità Montana.

Franco Boschi esperto di idraulica e studioso del sistema idraulico della Val di Chiana, ha parlato invece del progetto di realizzazione di percorsi pedonali ciclabili che già ora collegano Arezzo con i laghetti di Chiusi attraverso il percorso della Cassia Antica. Secondo l'esperto, sarebbe importante proseguire tale itinerario fino a Pagliano che rappresenta l'ultimo confine meridionale della Val di Chiana. Di gestione del vasto sistema archeologico ha trattato, infine, Carlo Casi direttore del parco naturalistico-archeologico di Vulci il quale ha evidenziato come il PAAO faccia parte integrante dell'area in cui ricade l'area di Pagliano, per cui la gestione non può prescindere da tale strumento che dovrebbe operare sul modello del parco di Vulci.

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